Nei miei autoritratti utilizzo un linguaggio non verbale per trasmettere emozioni
legate al tempo e allo spazio.





Le passioni e le tragedie come nell’antica Grecia animano il mondo e si manifestano in un femminile che partendo da Parthenope che si riattualizza continuamente. Da Elettra nella tragedia di Sofocle, a Saffo nell’ode alla gelosia, a Partenope che guarda un futuro incerto, vestita con un peplo rosso sulla spiaggia di baia lì dove approdò Ulisse, fino Vesuvio dove Partenope addolorata perde il suo amore Centauro, trasformato per gelosia da Zeus, in Vesuvio, simbolo in questo caso di dolore per un amore impossibile. Il mio viaggio parte ambientato a Napoli tra luoghi sacri, mare, cavità del sottosuolo, Pompei e terra Vulcanica portando nella sua struttura la bellezza e l’usura di questi luoghi, fino ad arrivare ad una realtà femminile, più attuale, intrisa di questo passato.
In nome della sirena Partenope mi sono immersa nei miti e leggende rivivendo l’incantesimo di un tempo sotto le spoglie di una donna moderna. Napoli è Femmina e Donna, come Partenope che l’ha fondata , bella , seduttiva, ma difficile da vivere, intrisa di miti, corruzioni, superstizioni, di sacro e profano.